VOTA L’ORGANO CARELLI NELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO

Vi ricordiamo, per chi non l’avesse ancora fatto, che fino al 30 novembre è possibile votare i propri luoghi del cuore grazie alla settima edizione dell’iniziativa promossa dal FAI – Fondo ambiente italiano per salvare i luoghi dimenticati d’Italia. La nostra deadline è quella di raggiungere i mille voti. Siamo ancora lontani da questo traguardo e abbiamo bisogno del voto di tutti.

Dal regolamento del FAI
La partecipazione al censimento è completamente gratuita ed è aperta a tutti, italiani e non, minorenni e maggiorenni. Non è necessario essere residenti in Italia.

Il Tavolo Tecnico per il Recupero del Patrimonio Altavillese, presieduto da Padre Costantino Liberti, da tempo sta lavorando ad un progetto ambizioso: quello di far diventare Altavilla “città della musica sacra” partendo dall’assunto che esistono sul territorio ben tre organi del Settecento. Il primo, quello di San Biagio, di recente è “rinato” grazie alla generosità della popolazione. Il secondo, quello di Sant’Egidio, rientra in un discorso più ampio di recupero e riapertura della chiesa stessa. Per il terzo, collocato nella Chiesa di San Francesco, dobbiamo nuovamente mobilitarci facendo leva sulla sensibilità dei cittadini e degli emigranti. Basta poco, pochissimo, un click! Abbiamo dalla nostra l’esperienza dell’organista di fama internazionale Matteo Imbruno e il puntuale e prezioso sostegno della Soprintendenza BSAE di Sa e Av e delle Istituzioni altavillesi che hanno sposato la causa con entusiasmo.

Organo della chiesa di San Francesco

Ecco l’organo della chiesa di San Francesco oggetto della votazione

Dal sito del FAI: “Sopra la porta maggiore poi, v’è un bravo orchestra ben scorniciato, indorato e quatrificato di color torchino su fondo bianco, in mezzo del quale v’è l’organo fatto dal celebre Carelli del Vallo di Novi di questa provincia, di dieci registri, la cui cassa ben intagliata e indorata, sta colorata anche al orchestra”. Così si legge nei precisi Inventari Napoleonici delle Opere d’Arte del Salernitano di Luigi Avino. L’ organo datato 1755 è grandioso, sonoro e tutto dorato, ma necessita di un accurato restauro. Ad oggi, molte canne sono mancanti perché asportate durante la guerra 1940-43. L’importanza del recupero è dovuta – oltre che all’obbligo morale di restituire un bene alla cittadinanza – al progetto ambizioso a cui stanno lavorando diverse Associazioni, la Soprintendenza BSAE, i Padri Vocazionisti e organisti di fama internazionale: far divenire Altavilla “città della musica sacra”. Questo per via della sua vocazione, della sua storia e della presenza di altri organi settecenteschi di elevata fattura. Uno di questi, conservato nella chiesa di San Biagio, di recente è tornato in vita grazie alla generosità della popolazione.

Non dimenticarti di votare!
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